Arte
Avviato il restauro del crocifisso di Sant'Agata
Finanziamento regionale per l'opera del XVI secolo
Finanziamento regionale per l'opera del XVI secolo
I lavori, da poco iniziati in un laboratorio di Acireale, procedono sotto la
supervisione della Soprintendenza di Catania. Lo storico La Rocca: «Il
nostro patrimonio può essere risorsa per la crescita occupazionale».
Sono stati da poco avviati, in un laboratorio di Acireale, i lavori di restauro
della croce dipinta custodita nella chiesa di Sant'Agata e risalente al XVI secolo.
L'intervento è stato finanziato dall'Assessorato regionale dei Beni culturali
ed è diretto dalla Soprintendenza di Catania (che ne segue l'iter con i funzionari
Luisa Paladino, Roberta Carchiolo, Michele Sanfilippo), con la quale collaborano
l'Ufficio diocesano per i Beni culturali, diretto da don Fabio Raimondi (che ha
curato le procedure necessarie all'esperimento della pratica), e il parroco don
Salvatore La Rocca, supportato da un gruppo di volontari attenti alle
molteplici esigenze del vasto parco opere delle chiese cittadine.
Forse un'altra tavola medievale simile in città - Lo storico vizzinese
Pietro La Rocca ha descritto l'opera definendola «un raro esempio
siculo-orientale di croce dipinta su supporto ligneo sagomato, ascrivibile al
Cinquecento inoltrato. Propone la nota iconografia del crocifisso come Christus patiens,
forse prendendo a riferimento qualche analoga tavola medievale
allora presente in città. Si inserisce tuttavia nell'ambito di una produzione
meridionale di croci sagomato fiorita fra XV e XVI secolo, incline a sottolineare
il patetismo mistico e gli aspetti esteriori del dolore di Cristo. La nostra croce,
in una stagione artistica come quella del Cinquecento siciliano ancora legata alle
ultime sopravvivenze della tradizione orientale, si colloca quindi nel momento di
superamento della sintassi pittorica medievale, per quanto caratterizzata da
certi espedienti grafici, in ogni caso lontano anche dalle esasperazioni dei
crocifissi gotico-dolorosi, verso una sensibilità più aggiornata».
La "ricetta" per tutelare il patrimonio Il restauro del crocifisso è un'occasione importante per la salvaguardia del patrimonio artistico locale. «Il criterio dei piccoli passi e dell'intesa permanente - ha poi aggiunto La Rocca -, come nel caso di questo restauro, è l'unica strada percorribile per
evitare il progressivo deperimento delle importanti testimonianze d'arte della
nostra città. Anche la costituzione spontanea di un gruppo di volontari delle
parrocchie Matrice e Sant'Agata, accolto di buon grado dal parroco e impegnato insieme a lui nella costante
ricerca di soluzioni a salvaguardia delle chiese, è un piccolo passo che può
fruttare grandi conquiste. Auspico che dall'unione delle forze possano sortire
nel breve termine altre iniziative come quella di questo restauro. Perché non
si fa affatto retorica dicendo che il nostro patrimonio può costituire, se tutelato
e fruito in maniera corretta, una grande risorsa per la crescita occupazionale».
L'opera è un raro esempio siculo-orientale di croce dipinta su supporto ligneo sagomato.
La "ricetta" per tutelare il patrimonio Il restauro del crocifisso è un'occasione importante per la salvaguardia del patrimonio artistico locale. «Il criterio dei piccoli passi e dell'intesa permanente - ha poi aggiunto La Rocca -, come nel caso di questo restauro, è l'unica strada percorribile per
Il lavoro dei volontari e del parroco può fruttare grandi conquiste.
10/07/2015 | 2570 letture | 0 commenti
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