Approfondimenti
Cara di Mineo, sagre e feste con i soldi dell'integrazione
Ai Comuni 90mila euro, per i sindaci è «solo un aiuto»
Ai Comuni 90mila euro, per i sindaci è «solo un aiuto»
Il consorzio «Calatino terra d'accoglienza», gestore del centro per migranti,
finanzia progetti da 10mila euro ciascuno. Sinatra difende i colleghi e rilancia:
«Faremo un piano di integrazione sul territorio».
Nel lungo elenco dei «vorrei ma non posso» che ogni sindaco è pronto
a sciorinare di fronte a chi invoca il rilancio del paesello ci sono anche loro,
le manifestazioni estive. Quelle che spezzano la monotonia delle sere d'agosto,
ma fanno sudare freddo gli amministratori perché si sa, senza una sagra, un concerto
o uno spettacolino, che estate sarebbe? Eppure tra le prime vittime da sacrificare
sull'altare di una spending review infinita figurano proprio le serate d'intrattenimento.
A soccorrerle, quest'anno, sono però giunti i soldi della cinquantanovesima
"città" della provincia di Catania, l'unica che non soffre la crisi.
Al Cara di Mineo la parola d'ordine è «integrazione». Da promuovere
nei Comuni del consorzio «Calatino terra d'accoglienza», gli stessi
della rete del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Con
questo obiettivo il Cda ha assegnato loro 90mila euro (10mila ciascuno, una vera
manna dal cielo per gli assessori intenti a raschiare il fondo di bilanci ancora
nemmeno abbozzati), parte del "tesoretto" accumulato con i 40 centesimi
trattenuti dalla quota ospite giornaliera.
Sei dei nove beneficiari non hanno perso tempo e hanno subito avanzato le richieste, che si traducono, di fatto, in un cofinanziamento delle manifestazioni estive. Nell'ampia interpretazione del termine integrazione trovano quindi spazio la Festa dell'uva di Licodia Eubea e la Festa del grano di Raddusa. C'è poi chi punta sull'Agosto mirabellese, chi organizza l'Estate ramacchese e chi la «Cara E...state a Mineo», mentre San Michele di Ganzaria sceglie la «Festa dell'integrazione: anime migranti» e un laboratorio di cucina.
Una scusa per puntellare i bilanci degli eventi estivi grazie all'integrazione? «Non viviamo su queste cose - ribatte Giovanni Verga, sindaco di Licodia -, il problema va visto nel suo insieme: togliamo tempo alle nostre comunità per il Cara, se ci supportano con qualche migliaia di euro non è chissà cosa. Che si tratti di un aiuto è fuori di dubbio - ammette poi Verga -, ma la festa l'avremmo fatta lo stesso, magari con spettacoli meno costosi».
Non ci gira intorno Vincenzo Marchingiglio, primo cittadino di Mirabella Imbaccari, secondo cui «è innegabile che ci abbiano dato una mano. Il problema di fondo c'è, il Comune è senza soldi. Ma non bisogna approfittare». I sindaci di Mineo e Ramacca, Anna Aloisi e Francesco Zappalà, concordano sull'esigenza di «fare integrazione in momenti di massimo coinvolgimento, non possiamo inventare nuove iniziative. A Mineo - aggiunge la Aloisi - non c'è attività che non venga fatta insieme ai migranti».
Dalla parte dei colleghi si schiera Marco Sinatra, che nella tripla veste di primo cittadino di Vizzini, coordinatore regionale dei progetti Sprar e presidente dell'Assemblea dei sindaci del Cara, difende «la legittimità di politiche per l'integrazione, basta che a guidarle sia un pensiero sano». Servirà anche tanta fantasia per investire le «economie per circa 700mila euro nella gestione del Cara» rivendicate dallo stesso Sinatra, che rilancia: «faremo un piano di integrazione sul territorio». Che fa ben sperare per il prossimo Natale.
Sei dei nove beneficiari non hanno perso tempo e hanno subito avanzato le richieste, che si traducono, di fatto, in un cofinanziamento delle manifestazioni estive. Nell'ampia interpretazione del termine integrazione trovano quindi spazio la Festa dell'uva di Licodia Eubea e la Festa del grano di Raddusa. C'è poi chi punta sull'Agosto mirabellese, chi organizza l'Estate ramacchese e chi la «Cara E...state a Mineo», mentre San Michele di Ganzaria sceglie la «Festa dell'integrazione: anime migranti» e un laboratorio di cucina.
Una scusa per puntellare i bilanci degli eventi estivi grazie all'integrazione? «Non viviamo su queste cose - ribatte Giovanni Verga, sindaco di Licodia -, il problema va visto nel suo insieme: togliamo tempo alle nostre comunità per il Cara, se ci supportano con qualche migliaia di euro non è chissà cosa. Che si tratti di un aiuto è fuori di dubbio - ammette poi Verga -, ma la festa l'avremmo fatta lo stesso, magari con spettacoli meno costosi».
Non ci gira intorno Vincenzo Marchingiglio, primo cittadino di Mirabella Imbaccari, secondo cui «è innegabile che ci abbiano dato una mano. Il problema di fondo c'è, il Comune è senza soldi. Ma non bisogna approfittare». I sindaci di Mineo e Ramacca, Anna Aloisi e Francesco Zappalà, concordano sull'esigenza di «fare integrazione in momenti di massimo coinvolgimento, non possiamo inventare nuove iniziative. A Mineo - aggiunge la Aloisi - non c'è attività che non venga fatta insieme ai migranti».
Dalla parte dei colleghi si schiera Marco Sinatra, che nella tripla veste di primo cittadino di Vizzini, coordinatore regionale dei progetti Sprar e presidente dell'Assemblea dei sindaci del Cara, difende «la legittimità di politiche per l'integrazione, basta che a guidarle sia un pensiero sano». Servirà anche tanta fantasia per investire le «economie per circa 700mila euro nella gestione del Cara» rivendicate dallo stesso Sinatra, che rilancia: «faremo un piano di integrazione sul territorio». Che fa ben sperare per il prossimo Natale.
23/09/2014 | 7152 letture | 0 commenti
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