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Interrogazione del M5s, il ministro risponde dopo 15 mesi
Volevano salvare il Deposito, che nel frattempo ha chiuso
Volevano salvare il Deposito, che nel frattempo ha chiuso
Attesa di oltre un anno per la risposta del capo dicastero della Difesa al quesito del
grillino Rizzo sull'insediamento dell'Aeronautica militare a Vizzini Scalo, lo scorso settembre trasferito a Sigonella.
Quindici mesi e due governi per dare a un'interrogazione una risposta che, una
volta arrivata, non serve più a nulla. È la paradossale vicenda del quesito
che il deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Rizzo, insieme ad altri cinque
colleghi di partito, aveva posto all'allora ministro della Difesa, Mario Mauro, per sapere
«se il Governo non ritenga di rivedere la decisione di chiudere il 2°
gruppo rifornimenti area Sicilia di stanza a Vizzini Scalo, sia per il valore strategico
che esso rappresenta nel dispositivo del sistema difensivo italiano, sia per la
negativa ricaduta occupazionale che esso avrebbe in una realtà già fortemente colpita
dalla crisi economica».
Era il 17 maggio del 2013, il governo del premier Enrico Letta si era da poco
insediato e Mario Mauro aveva preso possesso del suo ufficio in via XX Settembre
da appena venti giorni. Rizzo deposita l'interrogazione e da quel giorno cala il
silenzio. Nel frattempo, a settembre, il Deposito dell'Aeronautica militare chiude
i battenti e inizia il trasferimento a Sigonella. Qualche mese dopo cala il supario anche
sul Governo Letta, al suo posto arriva Matteo Renzi e con lui anche il nuovo ministro
della Difesa, Roberta Pinotti. Ma c'è da aspettare il 7 agosto perché il quesito
dei grillini venga tirato fuori dai cassetti e riceva la tanto attesa quanto ormai
inutile risposta.
«La questione - spiega la Pinotti - rientra nel più ampio quadro della razionalizzazione dello strumento militare nazionale, avviata più di un decennio fa e che, recentemente, è stata ulteriormente implementata, per effetto sia della cosiddetta spending review, sia dei decreti n. 7 e n. 8 del 28 gennaio 2014». Una razionalizzazione che «ha coinvolto anche il 2° gruppo rifornimenti area Sicilia di Vizzini, soppresso in data 25 giugno 2013», spiega il ministro. «Le capacità operative - prosegue la responsabile della Difesa - sono state ottimizzate riallocandole presso il deposito off-base di Sigonella, coerentemente con la necessaria policy di accorpamento degli enti logistici di Forza armata».
Su eventuali disagi per i lavoratori in servizio presso la struttura, la Pinotti spiega, inoltre, che «il personale militare è stato reimpiegato tenendo in debita considerazione le preferenze espresse dagli interessati, mentre per la componente civile erano state ultimate sin dal 2007 tutte le previste fasi sindacali ai fini del relativo reimpiego», sottolineando «la sensibilità dell'Aeronautica rispetto alle esigenze del personale interessato, avendo inteso sviluppare il relativo processo di "anemizzazione" in un arco temporale di ampio respiro, e non di attuazione immediata».
Sulla questione resta, invece, ancora pendente un'analoga interrogazione con la quale, il 24 luglio 2013, il deputato del Partito democratico, Giovanni Burtone, chiedeva in commissione «se e quali iniziative il Ministro intenda assumere per rivedere la decisione assunta e mantenere in vita la struttura di Vizzini».
«La questione - spiega la Pinotti - rientra nel più ampio quadro della razionalizzazione dello strumento militare nazionale, avviata più di un decennio fa e che, recentemente, è stata ulteriormente implementata, per effetto sia della cosiddetta spending review, sia dei decreti n. 7 e n. 8 del 28 gennaio 2014». Una razionalizzazione che «ha coinvolto anche il 2° gruppo rifornimenti area Sicilia di Vizzini, soppresso in data 25 giugno 2013», spiega il ministro. «Le capacità operative - prosegue la responsabile della Difesa - sono state ottimizzate riallocandole presso il deposito off-base di Sigonella, coerentemente con la necessaria policy di accorpamento degli enti logistici di Forza armata».
Su eventuali disagi per i lavoratori in servizio presso la struttura, la Pinotti spiega, inoltre, che «il personale militare è stato reimpiegato tenendo in debita considerazione le preferenze espresse dagli interessati, mentre per la componente civile erano state ultimate sin dal 2007 tutte le previste fasi sindacali ai fini del relativo reimpiego», sottolineando «la sensibilità dell'Aeronautica rispetto alle esigenze del personale interessato, avendo inteso sviluppare il relativo processo di "anemizzazione" in un arco temporale di ampio respiro, e non di attuazione immediata».
Sulla questione resta, invece, ancora pendente un'analoga interrogazione con la quale, il 24 luglio 2013, il deputato del Partito democratico, Giovanni Burtone, chiedeva in commissione «se e quali iniziative il Ministro intenda assumere per rivedere la decisione assunta e mantenere in vita la struttura di Vizzini».
21/08/2014 | 1922 letture | 0 commenti
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