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Omicidio Benvenuto, la vittima vicina al clan Nardo
La pista mafiosa il movente più probabile per il delitto
La pista mafiosa il movente più probabile per il delitto
Un regolamento di conti in ambito mafioso, forse maturato sul solco della contrapposizione
tra famiglie malavitose del siracusano, sull'asse Francofonte-Lentini-Scordia. Potrebbe essere questa l'ipot...
Un regolamento di conti in ambito mafioso, forse maturato sul solco della contrapposizione
tra famiglie malavitose del siracusano, sull'asse Francofonte-Lentini-Scordia. Potrebbe essere questa l'ipotesi più probabile
alla base dell'omicidio di Giuseppe Benvenuto, freddato domenica sera a fucilate
in piazza Umberto I, a Vizzini, da due sicari che hanno fatto perdere le loro tracce.
La vittima, infatti, era già nota alle forze dell'ordine per diversi precedenti che
ne facevano un esponente di spicco all'interno del clan Nardo di Lentini.
Un regolamento di conti in ambito mafioso, forse maturato sul solco della contrapposizione
tra famiglie malavitose del siracusano e del catanese, sull'asse Francofonte-Lentini-Scordia. Potrebbe essere questa l'ipotesi più probabile
alla base dell'omicidio di Giuseppe Benvenuto, freddato domenica sera a fucilate
in piazza Umberto I, a Vizzini, da due sicari che hanno fatto perdere le loro tracce.
La vittima, infatti, era già nota alle forze dell'ordine per diversi precedenti che
ne facevano un esponente di spicco all'interno del clan Nardo di Lentini.
Giuseppe Benvenuto, originario di Francofonte ma da tempo residente a Novara con
la moglie (originaria di Vizzini), sembra che dividesse i propri affari tra la
Sicilia e il Piemonte. Nello scorso mese di gennaio, infatti, era finito nel mirino
della Direzione investigativa antimafia di Catania, che, in seguito a un'indagine
patrimoniale relativa agli anni dal 1992 al 2005, aveva disposto una confisca di
beni (già sottoposti a sequestro) a suo carico per un valore complessivo di 1,5
milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Siracusa, riguardava
una villa, un appartamento e un'impresa agricola a Francofonte, un esercizio
commerciale, una bottega e un appartamento a Novara, oltre a diversi mezzi di
trasporto e rapporti bancari.
Benvenuto, inoltre, era tra le 42 persone finite in manette a partire dall'aprile del 2005, nell'ambito dell'operazione effettuata dai carabinieri e denominata «Gorgia», coordinata dall'allora procuratore aggiunto di Catania (ora procuratore capo a Siracusa) Ugo Rossi. Gli inquirenti lo ritenevano referente sul territorio di Franconfonte del boss Sebastiano Nardo, fedelissimo di Nitto Santapaola. Da tempo i Nardo sono contrapposti al clan di Biagio Campailla e ritenuti organici a Cosa nostra. Nell'aprile del 2008 la vittima dell'omicidio di Vizzini era stata condannata in primo grado a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa.
L'agguato di domenica non è comunque il primo nel quale rimane coinvolto Giuseppe Benvenuto. Il 10 luglio del 2001 a Francofonte, durante una sparatoria che costò la vita ad Antonio Mallia, zio di Benvenuto, quest'ultimo riportò una ferita da proiettile alla gamba. E sotto il piombo dei bossoli di un'arma da fuoco è morto a 57 anni anche Salvtore Benvenuto, padre di Giuseppe, ucciso l'8 luglio del 2006 nelle campagne di Francofonte.
IL LUOGO DEL DELITTO L'area antistante alla farmacia di piazza Umberto I, davanti alla quale i sicari hanno raggiunto e ucciso Giuseppe Benvenuto.
LA VITTIMA
Giuseppe Benvenuto, 37 anni.
Giuseppe Benvenuto, 37 anni.
Benvenuto, inoltre, era tra le 42 persone finite in manette a partire dall'aprile del 2005, nell'ambito dell'operazione effettuata dai carabinieri e denominata «Gorgia», coordinata dall'allora procuratore aggiunto di Catania (ora procuratore capo a Siracusa) Ugo Rossi. Gli inquirenti lo ritenevano referente sul territorio di Franconfonte del boss Sebastiano Nardo, fedelissimo di Nitto Santapaola. Da tempo i Nardo sono contrapposti al clan di Biagio Campailla e ritenuti organici a Cosa nostra. Nell'aprile del 2008 la vittima dell'omicidio di Vizzini era stata condannata in primo grado a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa.
L'agguato di domenica non è comunque il primo nel quale rimane coinvolto Giuseppe Benvenuto. Il 10 luglio del 2001 a Francofonte, durante una sparatoria che costò la vita ad Antonio Mallia, zio di Benvenuto, quest'ultimo riportò una ferita da proiettile alla gamba. E sotto il piombo dei bossoli di un'arma da fuoco è morto a 57 anni anche Salvtore Benvenuto, padre di Giuseppe, ucciso l'8 luglio del 2006 nelle campagne di Francofonte.
06/09/2010 | 14232 letture | 0 commenti
di R.I.
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