Appelli
La "crociata" della Caffarelli a tutela dei cani randagi
«Manca volontà politica, enormi interessi economici»
«Manca volontà politica, enormi interessi economici»
La delegata della Lega nazionale per la difesa del cane punta il dito contro
la mancata applicazione della legge e lancia un appello al prefetto. «Nelle
campagne muoiono di fame, malattia o avvelenamento».
«Eliminare la piaga del randagismo sarebbe stato facile in Sicilia. Bastava
applicare la legge quadro nazionale e la legge regionale». Parola di Carlotta
Caffarelli, delegata locale della Lega nazionale per la difesa del cane e
"battagliera" animalista che da anni accudisce centinaia di animali.
Microcippare e sterilizzare – Secondo l'attivista, sarebbe necessario
«aver il controllo della popolazione canina nel territorio con l'uso del
microchip e limitare le nascite con la sterilizzazione generalizzata. La legge 15
della Regione siciliana supera per efficienza tutte le altre, parla di sterilizzazione
di tutti i cani vaganti e dispone, per educare i proprietari, che i veterinari
liberi professionisti applichino la tariffa minima, prevedendo la sterilizzazione
gratuita per i cani dei cittadini sopra i 65 anni con reddito minimo».
L'attuazione della normativa ha però incontrato alcuni ostacoli. «L'ordine dei veterinari di Palermo – spiega ancora la Caffarelli – presentò ricorso e il Tar emise una sentenza, che con enorme fatica la Lndc di Vizzini è riuscita ad avere, che abrogava solo alcune agevolazioni economiche». L'associazione si è quindi rivolta al prefetto di Catania «affinché intervenisse presso gli organi preposti per far rispettare le leggi. La Prefettura – aggiunge la delegata della Lndc – si è attivata con la massima sollecitudine».
La situazione di Vizzini – «Attualmente la situazione dei randagi in Sicilia e quindi a Vizzini sembra peggiorare», lamenta la Caffarelli. «In giro nelle campagne vicino al paese – racconta –, ci sono cani che muoiono di fame, malattia o avvelenamento. Malgrado la strage dolorosa dei randagi, il loro numero sembra aumentare. Il problema del randagismo, che poteva essere
di facile soluzione, sembra diventato un cancro che investe in maniera invasiva
il tessuto sociale e il territorio».
Quella lanciata dall'animalista è un'accusa pesante. «Non c'è la volontà politica di intervenire – denuncia – perché ci sono enormi interessi economici legati al randagismo, dal grande giro di soldi che gravita attorno ai canili, agli interessi dei veterinari liberi professionisti. C'è pure, da parte delle istituzioni, miopia politica, ignoranza legislativa e un disinteresse stizzito e annoiato».
Per Carlotta Caffarelli «l'unica strada percorribile è la denunzia alla Procura della Repubblica, dato che in Italia ci sono a riguardo le leggi più avanzate del mondo. Per noi è fondamentale la prevenzione del randagismo e la tutela del benessere degli animali».
In Sicilia parte della normativa regionale è stata bocciata dal Tar di Palermo.
L'attuazione della normativa ha però incontrato alcuni ostacoli. «L'ordine dei veterinari di Palermo – spiega ancora la Caffarelli – presentò ricorso e il Tar emise una sentenza, che con enorme fatica la Lndc di Vizzini è riuscita ad avere, che abrogava solo alcune agevolazioni economiche». L'associazione si è quindi rivolta al prefetto di Catania «affinché intervenisse presso gli organi preposti per far rispettare le leggi. La Prefettura – aggiunge la delegata della Lndc – si è attivata con la massima sollecitudine».
La situazione di Vizzini – «Attualmente la situazione dei randagi in Sicilia e quindi a Vizzini sembra peggiorare», lamenta la Caffarelli. «In giro nelle campagne vicino al paese – racconta –, ci sono cani che muoiono di fame, malattia o avvelenamento. Malgrado la strage dolorosa dei randagi, il loro numero sembra aumentare. Il problema del randagismo, che poteva essere
Il numero di randagi sembra aumentare in continuazione nonostante molti muoiano di stenti o malattie.
Quella lanciata dall'animalista è un'accusa pesante. «Non c'è la volontà politica di intervenire – denuncia – perché ci sono enormi interessi economici legati al randagismo, dal grande giro di soldi che gravita attorno ai canili, agli interessi dei veterinari liberi professionisti. C'è pure, da parte delle istituzioni, miopia politica, ignoranza legislativa e un disinteresse stizzito e annoiato».
Per Carlotta Caffarelli «l'unica strada percorribile è la denunzia alla Procura della Repubblica, dato che in Italia ci sono a riguardo le leggi più avanzate del mondo. Per noi è fondamentale la prevenzione del randagismo e la tutela del benessere degli animali».
02/07/2016 | 5672 letture | 0 commenti
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