Amministrazione comunale
Clima "rovente" al confronto tra sindaco e cittadini
Tre ore di dibattito, in risalto indagini e processi
Tre ore di dibattito, in risalto indagini e processi
Finisce a tarda sera l'incontro organizzato nell'auditorium del palazzo municipale,
sfruttato dai gruppi politici avversari per incalzare Sinatra sulle
vicende giudiziarie e sulle difficoltà della sua squadra.
Il primo "faccia a faccia" tra sindaco e cittadini, divenuto quasi
inevitabile dopo gli sviluppi dell'inchiesta sul Cara di Mineo, si conclude con
un serrato "botta e risposta" durato oltre tre ore. Clima "rovente",
sabato sera, nell'auditorium del palazzo municipale, luogo scelto da Sinatra per
sottoporsi alle domande di un'opinione pubblica ancora colpita dal clamore
suscitato dall'avviso di garanzia al primo cittadino per il filone etneo di
Mafia Capitale.
Il lungo preambolo - Come era prevedibile, i temi giudiziari occupano la
scena. Anche perché è proprio Sinatra (affiancato dai suoi quattro assessori)
a introdurli, con un monologo di 46 minuti sulle vicende del Cara di Mineo, di
Vizzini Scalo e di Luca Odevaine.
Sul super consulente finito in carcere scatta la prima autodifesa del sindaco, che definisce l'incontro al Viminale, immortalato dai carabinieri del Ros, «un fatto assolutamente formale e ufficiale rispetto a strumentali insinuazioni per costruire una realtà che non esiste». Sinatra si dice «coinvolto come atto dovuto» nell'inchiesta Mafia Capitale, specificando che «porsi dei quesiti è legittimo, lo farei pure io».
«Con Giuseppe Castiglione non ho mai avuto rapporti politici - chiarisce poi il primo cittadino, parlando del politico del Ncd -, ho avuto rapporti di conoscenza, di stima». Il discorso si sofferma anche sull'ex consorzio
«Calatino terra d'accoglienza», all'interno del quale
«sono stato eletto presidente dell'Assemblea - racconta Sinatra - senza
che io ci fossi», un'assise che «ha solo compiti di indirizzo
politico».
Incalzato dai presenti sul suo rapporto con il consulente finito in carcere, il sindaco ribadisce le sue precedenti dichiarazioni: «Ho detto che Luca Odevaine non è venuto a Vizzini, ho detto che Luca Odevaine non si è occupato del progetto di Vizzini Scalo. Il signor Luca Odevaine con noi, come consorzio, ha avuto solo un rapporto di consulente del presidente del Cda e poi di incaricato per la progettazione europea, fino al 31 dicembre 2014. Poi lo hanno arrestato e se le accuse saranno confermate hanno fatto anche bene, dovevano sbrigarsi».
L'ex deposito dell'Aeronautica militare diventa terreno di scontro quando si parla del «primo centro europeo di formazione professionale per rifugiati politici» all'interno di una struttura che rischiava di essere utilizzata «come un altro Cie o Cara».
«Ci aspettavamo un coinvolgimento - confessa poi Sinatra - perché la magistratura deve verificare se ci sono o no dei coinvolgimenti nostri con questo malaffare che lui (Odevaine n.d.a.) creò con la rete di Roma. Non ho nessun tipo di paura o di preoccupazione».
Giovani e grillini all'assalto del sindaco - A porre le domande, in una sala con poco meno di un centinaio di ascoltatori iniziali (molti dei quali, però, abbandonano la "maratona"), sono i gruppi politici locali: gli esponenti del movimento «Cambiamo Vizzini dal basso», i «Ragazzi vizzinesi» (autori del manifesto uscito qualche giorno fa) e gli attivisti del M5s.
I grillini chiedono spiegazioni sul mancato coinvolgimento dei cittadini nelle scelte riguardanti l'ex deposito di Vizzini Scalo e sul controllo del Cara di Mineo. Quesiti ai quali il sindaco ribadde cercando di fugare le perplessità sul bando da 100 milioni di euro e negando che l'Assemblea avesse poteri in materia, aggiungendo anche di non essersi mai occupato dell'argomento «perché non compete a me».
Il dibattito affronta anche la mancata realizzazione dei punti del programma elettorale. Da più parti giungono inviti alle dimissioni, ma inevitabilmente si torna a parlare di Odevaine. La raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade fanno scoppiare il
caos tra chi punta il dito contro la mancanza di strategia e controllo e chi,
invece, accusa la «cittadinanza incivile».
Sinatra controbatte parlando di «una città che rispetto al circondario si ritrova gli stipendi pagati ogni mese, anche agli articolisti», prima di parlare delle difficoltà di bilancio (con la promessa di allargare ai cittadini la partecipazione alle decisioni future), che scatenano un nuovo putiferio.
Sedati gli animi, il sindaco torna sugli aspetti economici e, in particolare, sui finanziamenti pubblici per le scuole, per il centro storico e per le iniziative culturali. «Il flusso turistico è allineato negli anni - aggiunge -, le presenze sono uguali». Ai più critici Sinatra lancia la sfida, invitandoli a «fare l'amministratore per 6 mesi». Consulta giovanile e Cunziria gli altri temi affrontati.
Nel finale, tuttavia, riemergono indagini e processi. Sulla "scottante" vicenda del bando per il fotovoltaico il primo cittadino assicura che «nessuno è indagato», spiegando le scelte fatte e soffermandosi poi anche sul processo che lo vede imputato per il suo ruolo, nella passata legislatura, di progettista del Prg prima e di assessore in seguito.
Invitato da più parti a dimettersi per «chiarire e tornare più forte di prima», il sindaco non molla e ribadisce, nel finale ancora una volta concitato, di voler rimanere al suo posto.
Sul super consulente finito in carcere scatta la prima autodifesa del sindaco, che definisce l'incontro al Viminale, immortalato dai carabinieri del Ros, «un fatto assolutamente formale e ufficiale rispetto a strumentali insinuazioni per costruire una realtà che non esiste». Sinatra si dice «coinvolto come atto dovuto» nell'inchiesta Mafia Capitale, specificando che «porsi dei quesiti è legittimo, lo farei pure io».
«Con Giuseppe Castiglione non ho mai avuto rapporti politici - chiarisce poi il primo cittadino, parlando del politico del Ncd -, ho avuto rapporti di conoscenza, di stima». Il discorso si sofferma anche sull'ex consorzio
Sinatra rivela che l'ex deposito dell'Aeronautica militare rischiava di diventare un Cie o un Cara.
Incalzato dai presenti sul suo rapporto con il consulente finito in carcere, il sindaco ribadisce le sue precedenti dichiarazioni: «Ho detto che Luca Odevaine non è venuto a Vizzini, ho detto che Luca Odevaine non si è occupato del progetto di Vizzini Scalo. Il signor Luca Odevaine con noi, come consorzio, ha avuto solo un rapporto di consulente del presidente del Cda e poi di incaricato per la progettazione europea, fino al 31 dicembre 2014. Poi lo hanno arrestato e se le accuse saranno confermate hanno fatto anche bene, dovevano sbrigarsi».
L'ex deposito dell'Aeronautica militare diventa terreno di scontro quando si parla del «primo centro europeo di formazione professionale per rifugiati politici» all'interno di una struttura che rischiava di essere utilizzata «come un altro Cie o Cara».
«Ci aspettavamo un coinvolgimento - confessa poi Sinatra - perché la magistratura deve verificare se ci sono o no dei coinvolgimenti nostri con questo malaffare che lui (Odevaine n.d.a.) creò con la rete di Roma. Non ho nessun tipo di paura o di preoccupazione».
Giovani e grillini all'assalto del sindaco - A porre le domande, in una sala con poco meno di un centinaio di ascoltatori iniziali (molti dei quali, però, abbandonano la "maratona"), sono i gruppi politici locali: gli esponenti del movimento «Cambiamo Vizzini dal basso», i «Ragazzi vizzinesi» (autori del manifesto uscito qualche giorno fa) e gli attivisti del M5s.
I grillini chiedono spiegazioni sul mancato coinvolgimento dei cittadini nelle scelte riguardanti l'ex deposito di Vizzini Scalo e sul controllo del Cara di Mineo. Quesiti ai quali il sindaco ribadde cercando di fugare le perplessità sul bando da 100 milioni di euro e negando che l'Assemblea avesse poteri in materia, aggiungendo anche di non essersi mai occupato dell'argomento «perché non compete a me».
Il dibattito affronta anche la mancata realizzazione dei punti del programma elettorale. Da più parti giungono inviti alle dimissioni, ma inevitabilmente si torna a parlare di Odevaine. La raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade fanno scoppiare il
Sui temi riguardanti il bilancio e la raccolta differenziata si accendono gli animi dei presenti.
Sinatra controbatte parlando di «una città che rispetto al circondario si ritrova gli stipendi pagati ogni mese, anche agli articolisti», prima di parlare delle difficoltà di bilancio (con la promessa di allargare ai cittadini la partecipazione alle decisioni future), che scatenano un nuovo putiferio.
Sedati gli animi, il sindaco torna sugli aspetti economici e, in particolare, sui finanziamenti pubblici per le scuole, per il centro storico e per le iniziative culturali. «Il flusso turistico è allineato negli anni - aggiunge -, le presenze sono uguali». Ai più critici Sinatra lancia la sfida, invitandoli a «fare l'amministratore per 6 mesi». Consulta giovanile e Cunziria gli altri temi affrontati.
Nel finale, tuttavia, riemergono indagini e processi. Sulla "scottante" vicenda del bando per il fotovoltaico il primo cittadino assicura che «nessuno è indagato», spiegando le scelte fatte e soffermandosi poi anche sul processo che lo vede imputato per il suo ruolo, nella passata legislatura, di progettista del Prg prima e di assessore in seguito.
Invitato da più parti a dimettersi per «chiarire e tornare più forte di prima», il sindaco non molla e ribadisce, nel finale ancora una volta concitato, di voler rimanere al suo posto.
22/06/2015 | 2498 letture | 0 commenti
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