Ambiente
«Rinasciuta Vizzinisi», no al rigassificatore di Priolo
Nella lotta contro il rigassificatore di Priolo Gargallo c'è anche «Rinasciuta
Vizzinisi». Una rappresentanza dei membri dell'associazione ha partecipato
sabato al sit-in organizz...
Nella lotta contro il rigassificatore di Priolo Gargallo c'è anche «Rinasciuta
Vizzinisi». Una rappresentanza dei membri dell'associazione ha partecipato
sabato al sit-in organizzato a Siracusa per impedire la realizzazione dell'opera
in un'area - non così lontana da Vizzini - che, a causa delle raffinerie di petrolio,
ha già pagato un prezzo molto alto.
Nella lotta contro il rigassificatore di Priolo Gargallo c'è anche «Rinasciuta
Vizzinisi». Una rappresentanza dei membri dell'associazione ha partecipato
sabato al sit-in organizzato a Siracusa per impedire la realizzazione dell'opera
in un'area - non così lontana da Vizzini - che, a causa delle raffinerie di petrolio,
ha già pagato un prezzo molto alto.
«Nonostante il referendum popolare del 2007 - spiegano i ragazzi dell'associazione
-, in cui i priolesi hanno scelsero di non fare il rigassificatore, la Ionio Gas
(una società Erg-Shell) ha ottenuto i permessi per la costruzione. La volontà
popolare è stata praticamente annullata, la democrazia è stata soggiogata dagli
interessi delle multinazionali energetiche. All'Openland di Siracusa si è svolto
un convegno in cui i vertici dell'azienda e i politici locali hanno discusso del
rigassificatore e al quale hanno partecipato i sindaci di Priolo Gargallo, Melilli
e Augusta».
Il sit-in è l'ennesimo di una serie di proteste che sta animando la zona: hanno partecipato il Comitato No-Rigassificatore, Pd di Priolo Gargallo, Legambiente Sicilia, Lista per il Bene Comune di Siracusa, Sinistra Ecologia e Libertà, il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, Sicilia-Risvegli Onlus e Rinasciuta Vizzinisi. Singolare la presenza di alcuni membri della Cisl di Siracusa (rappresentati all'interno del convegno dal loro segretario provinciale), che hanno esposto un cartellone con scritto «Bonifica ambientale + economia aziendale = licenziamenti». «In giro - aggiungono i manifestanti partiti da Vizzini - vi è la voce di un accordo "segreto" (ma non tanto) tra i vertici delle società petrolchimiche e i sindacati, che in cambio del silenzio sulle norme di sicurezza riceverebbero alcuni non meglio chiari "benefici"».
«Rinasciuta Vizzinisi - sottolineano i membri del sodalizio - ha voluto fortemente partecipare a questo sit-in in virtù delle forti idee ambientaliste che la animano, che ci hanno portato a sostenere il referendum contro il nucleare, e che ora ci vedono impegnati in una lotta contro la costruzione di un rigassificatore poco sicuro in una zona altamente sismica, in una zona circondata da impianti petrolchimici mal funzionanti che presentano uno scarso rispetto per le norme di sicurezza, in cui periodicamente si verificano gravi incidenti che vengono, quando è possibile, nascosti ai media. La zona di Priolo-Melilli-Augusta è tra le più inquinate d'Europa, presenta un'alta percentuale di sviluppo di feti malformati, un altissimo livello di cancerogenicità, dovuto agli effetti degli impianti industriali oggi esistenti e a quelli che per fortuna sono stati chiusi (esempio Ethernit di Siracusa). Per non parlare delle acque utilizzate dalle raffinerie, che dopo essere state utilizzate per pulire i serbatoi vengono nuovamente riversate in mare contaminate, dei livelli di mercurio nelle acque 20 volte superiore al limite previsto dalla legge, delle stesse falde acquifere inquinate e dell'acqua dei rubinetti che "sa di benzina" e non dovrebbe essere utilizzata per alcuno scopo mentre è tranquillamente circolante nelle abitazioni e molti persino la bevono. Aggiungiamoci l'acqua che dopo sarà riversata in mare dai rigassificatori e chissà quale cocktail ne uscirà fuori e quanti bagnanti usciranno dal mare con la coda dopo aver ignorato l'onnipresente divieto di balneazione».
Durante il convegno alcuni ragazzi del Comitato No-Rigassificatore sono entrati nella sala ed hanno indossato delle maschere di personaggi dubbiosi mentre i vari politici esponevano i "pro" del rigassificatore. I manifestanti sono stati però allontanati subito.
«Questo rigassificatore - concludono gli attivisti di Rinasciuta Vizzinisi - in qualche modo interessa anche Vizzini, poichè i 450.000 metri cubi di metano che può trasformare, in caso di incidente produrrebbero un effetto pari a quello di 10 bombe atomiche di Hiroshima e distruggerebbero tutto per un raggio di 50 chilometri e Vizzini, in linea d'aria, ci rientra perfettamente».
NO AL RIGASSIFICATORE I ragazzi di «Rinasciuta Vizzinisi» alla manifestazione organizzata sabato a Siracusa.
Il sit-in è l'ennesimo di una serie di proteste che sta animando la zona: hanno partecipato il Comitato No-Rigassificatore, Pd di Priolo Gargallo, Legambiente Sicilia, Lista per il Bene Comune di Siracusa, Sinistra Ecologia e Libertà, il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, Sicilia-Risvegli Onlus e Rinasciuta Vizzinisi. Singolare la presenza di alcuni membri della Cisl di Siracusa (rappresentati all'interno del convegno dal loro segretario provinciale), che hanno esposto un cartellone con scritto «Bonifica ambientale + economia aziendale = licenziamenti». «In giro - aggiungono i manifestanti partiti da Vizzini - vi è la voce di un accordo "segreto" (ma non tanto) tra i vertici delle società petrolchimiche e i sindacati, che in cambio del silenzio sulle norme di sicurezza riceverebbero alcuni non meglio chiari "benefici"».
«Rinasciuta Vizzinisi - sottolineano i membri del sodalizio - ha voluto fortemente partecipare a questo sit-in in virtù delle forti idee ambientaliste che la animano, che ci hanno portato a sostenere il referendum contro il nucleare, e che ora ci vedono impegnati in una lotta contro la costruzione di un rigassificatore poco sicuro in una zona altamente sismica, in una zona circondata da impianti petrolchimici mal funzionanti che presentano uno scarso rispetto per le norme di sicurezza, in cui periodicamente si verificano gravi incidenti che vengono, quando è possibile, nascosti ai media. La zona di Priolo-Melilli-Augusta è tra le più inquinate d'Europa, presenta un'alta percentuale di sviluppo di feti malformati, un altissimo livello di cancerogenicità, dovuto agli effetti degli impianti industriali oggi esistenti e a quelli che per fortuna sono stati chiusi (esempio Ethernit di Siracusa). Per non parlare delle acque utilizzate dalle raffinerie, che dopo essere state utilizzate per pulire i serbatoi vengono nuovamente riversate in mare contaminate, dei livelli di mercurio nelle acque 20 volte superiore al limite previsto dalla legge, delle stesse falde acquifere inquinate e dell'acqua dei rubinetti che "sa di benzina" e non dovrebbe essere utilizzata per alcuno scopo mentre è tranquillamente circolante nelle abitazioni e molti persino la bevono. Aggiungiamoci l'acqua che dopo sarà riversata in mare dai rigassificatori e chissà quale cocktail ne uscirà fuori e quanti bagnanti usciranno dal mare con la coda dopo aver ignorato l'onnipresente divieto di balneazione».
Durante il convegno alcuni ragazzi del Comitato No-Rigassificatore sono entrati nella sala ed hanno indossato delle maschere di personaggi dubbiosi mentre i vari politici esponevano i "pro" del rigassificatore. I manifestanti sono stati però allontanati subito.
«Questo rigassificatore - concludono gli attivisti di Rinasciuta Vizzinisi - in qualche modo interessa anche Vizzini, poichè i 450.000 metri cubi di metano che può trasformare, in caso di incidente produrrebbero un effetto pari a quello di 10 bombe atomiche di Hiroshima e distruggerebbero tutto per un raggio di 50 chilometri e Vizzini, in linea d'aria, ci rientra perfettamente».
01/08/2011 | 2095 letture | 0 commenti
di R.I.
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