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Accade in paese
Furti nelle case, serve meno omertà e più tecnologia
Che fine hanno fatto i sistemi di videosorveglianza?
Preoccupazione per i colpi messi a segno dai topi d'appartamento, eppure molti hanno paura di denunciare gli episodi o di aiutare i carabinieri. Servirebbero videocamere di sicurezza, ancora non installate dal Comune.
L'ultimo episodio risale a una settimana fa, quando ignoti si sono introdotti in piena notte in un'abitazione di via Vittorio Emanuele, sperando di trovare soldi o gioielli. Si sono invece dovuti accontentare di qualche suppellettile di poco valore, perché l'appartamento era disabitato da tempo. Eppure i furti nelle case rimangono l'opzione preferita dei malviventi, che sfruttano alcune condizioni a loro favorevoli.
Foto n. 2
Un territorio difficile da presidiare - Vizzini, al netto di alcune inchieste di rilievo, nell'ultimo periodo ha fatto registrare un numero di reati limitato rispetto a quanto accaduto nei centri del circondario. Le violazioni di legge hanno riguardato soprattutto lo spaccio di sostanze stupefacenti e il patrimonio. Quest'ultimo ambito, in particolare, ha inevitabilmente colpito più da vicino
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Le forze dell'ordine devono tenere sott'occhio obiettivi "sensibili" molto distanti tra loro.
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soggetti pubblici e privati. Come arginare questi fenomeni?
La risposta più banale invocherebbe controlli e azioni di prevenzione. Ma in un territorio di oltre 126 chilometri quadri, con una considerevole quantità di obiettivi "sensibili" da tenere sott'occhio, sono sufficienti i tradizionali pattugliamenti effettuati dalle forze dell'ordine? Sicuramente no, perché la classica "coperta corta" rischia di essere efficace per un paio di luoghi al massimo (il centro abitato o Vizzini Scalo, solo per citarne alcuni), lasciando inevitabilmente scoperti altri (i depuratori o la zona artigianale, ad esempio).

Collaborazione e "occhi elettronici" - Alcuni accorgimenti, tuttavia, aiuterebbero parecchio il lavoro dei soggetti preposti alla sicurezza. A partire dalla collaborazione dei cittadini, troppo spesso reticenti a segnalare comportamenti e situazioni anomale, a volte timorosi ai limiti dell'omertà quando, per paura di ritorsioni, omettono addirittura di denunciare furti o danni subiti. Il primo passo verso una maggiore sicurezza è, dunque, il "filo diretto" tra residenti e forze dell'ordine.
Indispensabile diventa, inoltre, il ricorso alla tecnologia. I sistemi di videosorveglianza sono spesso fondamentali per raccogliere prove contro gli autori di alcuni reati e rappresentano anche un deterrente per chi vuole compierli. Perché, quindi, non farne uso? La tecnologia, in questo ambito, è sufficientemente matura e i prezzi delle moderne apparecchiature sono più accessibili rispetto a qualche anno fa.
Nell'ottobre dello scorso anno lo aveva intuìto anche l'Amministrazione comunale,
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Il punto del Patto per la sicurezza che prevedeva la videosorveglianza è stato finora ignorato.
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che aveva approvato il regolamento alla base del progetto di videosorveglianza e informatizzazione della polizia municipale. Le quattro telecamere (una in piazza Umberto I, una in via Dante, una in via Masera e una mobile) dovevano servire per «sorvegliare zone con particolari criticità o in concomitanza di eventi rilevanti, favorire la repressione di atti criminosi, salvaguardare il patrimonio comunale, rilevare le condizioni del traffico, individuare utenti che abbandonano rifiuti e rassicurare i cittadini».
Sono passati 9 mesi, che fine ha fatto quel progetto? È stato mandato in soffitta oppure il nostro Comune non è ingrado nemmeno di sostenere la spesa di poche migliaia di euro per 4 telecamere? Se la risposta fosse la seconda, c'è ancora qualche speranza, in alternativa, di vedere rispettato uno dei punti fondamentali del Patto per la sicurezza, firmato nel marzo del 2011 dai Comuni che accettavano il Cara di Mineo e avrebbero dovuto ricevere in cambio «un sistema integrato di videosorveglianza sul territorio [...] a totale carico dello Stato, nei limiti delle disponibilità finanziarie»? A questo punto viene da pensare che le priorità siano state sempre altre, con buona pace di chi chiede strumenti utili per innalzare il livello di sicurezza dei cittadini.
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08/07/2015 | 3332 letture | 0 commenti
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