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Accade in paese
Dolore e rabbia per la morte di "Giangry" sulla Ct-Rg
La rete chiede «nuova autostrada» e «lutto cittadino»
I social networks raccolgono i sentimenti di parenti, amici e concittadini del 23enne vittima dell'incidente di ieri in contrada Falso Corrotto. Torna sotto accusa la sicurezza dell'asse viario tra Catania e Ragusa.
Amava il calcio e le auto sportive, come gran parte dei suoi coetanei. Passioni che riversava anche nella sua bacheca di Facebook, invasa da immagini di bolidi a quattro ruote, prodezze del mondo del pallone e post sulla sua squadra del cuore, l'Inter. Ma soprattutto, tra gli abum di "Giangry", ci sono ancora tante foto di sorrisi spensierati e scatti in compagnia di amici, che oggi stridono con il clima di tristezza provocato dall'incidente di giovedì mattina.
Foto n. 2
Giangregory Todaro aveva compiuto 23 anni da poco più due settimane. Aveva frequentato l'Itc «Arcoleo» di Caltagirone e adesso cercava un'occupazione stabile. Ma nel frattempo si arrangiava con qualche lavoretto saltuario, trascorreva il tempo con i suoi compagni d'infanzia e navigava su internet.
Proprio la rete è stata prima la cassa di risonanza che ha diffuso la notizia della sua tragica morte, poi la piazza virtuale sulla quale amici e concittadini hanno riversato dolore e rabbia per la sua scomparsa.

Il dolore in rete - Come quasi sempre accade in questi casi, sono i social networks a raccogliere e veicolare sentimenti e commenti suscitati "a caldo" da episodi come quello che ieri ha sconvolto la piccola comunità vizzinese.
I primi messaggi sono di cordoglio, di ricordo e di sconforto. «Non ti dimenticheremo mai - scrive Tiziano - il tuo affetto, la tua parola, le nostre avventure, il tuo modo magico di mettere umorismo alla gente, non sei stato un amico ma un fratello di sangue, sei un angelo». La domanda più ricorrente è «perché proprio tu?», accompagnata dall'augurio che quasi tutti rivolgno alla giovane vittima: «riposa in pace». «Era troppo presto per andartene», «era un bravo ragazzo», «mi ricordo di quando volevi giocare con noi» e decine di altri messaggi invadono le pagine di Facebook.
Ma c'è anche chi, insieme al dolore, mette in risalto la necessità di prudenza al volante. «Carusi, le cinture...» è uno dei tanti inviti che il popolo del Web lancia in queste ore dalla rete. «Stiamo tutti attenti ragazzi - si legge ancora su Facebook -, sembra di conoscerla, ma la strada in realtà riserva solo brutti scherzi».

La nuova autostrada - In molti, però, si chiedono se questi «scherzi» si possono evitare, oltre che con la massima accortezza di guida, anche con interventi sulla viabilità della Catania-Ragusa, ormai tristemente nota come «la strada della morte».
E così, inevitabilmente, si torna in queste ore a parlare della nuova autostrada che dovrebbe collegare il capoluogo etneo con quello ibleo. Tutti invocano tempi rapidi e, nel frattempo, interventi di messa in sicurezza dell'attuale asse viario. La riflessione che più di altre arriva al nocciolo del problema sembra quella di Vincenzo, sulle cui parole forse pesa l'esperienza da vigile del fuoco volontario, testimone di tante tragedie consumate sull'asfalto. «Si tratta di una s.p. che si ricongiunge con una s.s. - scrive a commento di un articolo -, su cui transita un volume di veicoli pesanti e automobili che va ben al di là della portata di traffico per la quale è stata progettata (peraltro stiamo parlando di
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Dall'incompetenza di pochi non può dipendere la vita di tanti.
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un progetto di non pochi anni fa, per cui sorge spontanea la riflessione su quanto i vecchi sistemi viari siano ancora in grado di rispondere alle esigenze attuali), e a tratti sprovvista di adeguati cavalcavia che permetterebbero un accesso agevole ai Comuni attraversati da questo tratto di strada, fra cui il nostro». Vincenzo non trattiene la rabbia e si sfoga, annunciando che «con oggi dico basta al silenzio che mi logora dentro e farò quanto mi è possibile affinché dall'incompetenza di pochi non dipenda la vita di tanti. Non possiamo permettere che il cordoglio resti confinato nella sfera privata. La morte di un ragazzo di vent'anni, come di qualsiasi altra persona, per via dell'incuria e dell'indifferenza, non può a sua volta lasciare indifferente nessuno, tantomeno i suoi concittadini».

Il lutto cittadino - La morte di Giangregory Todaro arriva a pochi giorni dal Natale, in un clima che dovrebbe essere di festa ma che, all'improvviso, diventa di tristezza. «Per rispetto di quel povero ragazzo spegnetele queste canzoni di Natale, almeno un po' di solidarietà per lui è per la famiglia», chiede Giovanna su uno dei gruppi più frequentati dai vizzinesi. Un appello condiviso da altri utenti, che si spingono a chiedere di «annullare tutti gli eventi», «spegnere le luci natalizie nel giorno del suo funerale» e «proclamare il lutto cittadino».
Con o senza luci, musica o lutto, sulle festività cala un velo di tristezza per l'ennesimo incidente su una strada diventata un'interminabile sequenza di croci, molte delle quali portano il nome di cittadini vizzinesi.
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19/12/2014 | 9696 letture | 0 commenti
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